Nascita ed eventi storici del partito comunista e del partito socialista. La fondazione dei partiti.

Socialismo e Comunismo

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Le parole socialismo e comunismo non hanno avuto sempre lo stesso significato ed anche oggi sono usate in modi diversi, sicché qualche volta le vediamo adoperare come sinonimi, altre volte addirittura come contrari. È opportuno perciò tare alcune precisazioni in proposito.
La parola comunismo è più antica del termine socialismo. Per molto tempo essa ha indicato quelle dottrine che auspicavano che tutti i beni fossero messi in comune, in modo da realizzare l’eguaglianza delle fortune tra i membri di una stessa comunità.
Questo tipo di dottrine erano frutto della meditazione e della fantasia di filosofi e di poeti che progettavano società perfette, senza però preoccuparsi di stabilire in che misura esse fossero realizzabili. In verità quasi nessuno pensava che questi progetti dovessero o potessero essere realizzati. L’immagine di una perfetta società comunistica in cui tutti gli uomini fossero uguali aveva innanzi tutto un valore morale, nel senso che il confronto tra questo modello ideale e la realtà serviva a mettere in evidenza i mali della diseguaglianza e dell’ingiustizia sociale e a sollecitare nella coscienza di ogni uomo sentimenti di fratellanza, di solidarietà e di benevolenza nei confronti del prossimo.
Il comunismo moderno, nato tra la fine del XVIII secolo e i primi decenni del secolo XIX, cioè quando in Europa era ormai avviata la Rivoluzione Industriale che metteva di fronte capitalisti e proletari, è molto diverso.
In primo luogo il comunismo moderno non è più una dottrina elaborata a tavolino da qualche intellettuale, ma è un ideale che sorge dalle condizioni di vita e dalle lotte della classe operaia.
In secondo luogo il comunismo non è più soltanto appello morale rivolto genericamente ad ogni uomo affinché si adoperi a mitigare e a correggere i mali della’ società: il comunismo è un concreto programma politico volto a cambiare dalle fondamenta la struttura della società capitalistica mediante l’organizzazione delle forze lavoratrici.
In terzo luogo nel comunismo moderno cambia il modo stesso di intendere la comunanza dei beni. Il comunismo antico aveva per lo più interpretato la comunanza dei beni come eguale distribuzione dei beni destinati al consumo (cibo, vestiario ecc.) senza proporre (almeno nella maggioranza dei casi) una riforma nél modo di produzione ditali beni. Perciò nel comunismo antico la proprietà privata dei mezzi di produzione (terra, macchine e strumenti di lavoro, materie prime ecc.) non era necessariamente condannata, anche se era prevista qualche forma di limitazione e di controllo della proprietà stessa. AI contrario, il comunismo moderno, in quanto è la negazione teorica della società capitalistica, sa bene che l’ineguale distribuzione della ricchezza e ogni altra ingiustizia sociale sono solo una conseguenza del monopolio dei mezzi di produzione detenuto dalla classe dei capitalisti. La diseguaglianza va dunque debellata nel modo della produzione, abolendo la proprietà privata dei mezzi di produzione e sostituendola con forme di gestione collettiva da parte di tutti i lavoratori (socializzazione dei mezzi di produzione).
La parola socialismo è entrata nell’uso comune da non più di un secolo e mezzo. Socialisti furono chiamati all’inizio quei pensatori che criticavano il sistema capitalistico mettendone in rilievo i difetti e le ingiustizie. Furono questi primi socialisti che, partendo dal presupposto che ogni ricchezza è prodotta dal lavoro, denunciarono il profitto dei capitalisti come un’odiosa appropriazione del frutto del lavoro altrui. Essi non si limitarono perciò a chiedere per gli operai più umane condizioni di vita, come facevano molti altri studiosi e uomini politici spinti da preoccupazioni puramente umanitarie: essi rivendicarono il diritto di ogni lavoratore ad ottenere l’intero prodotto del proprio lavoro. Ciò però significava l’eliminazione o almeno una riforma radicale della società capitalistica e la costruzione di una società fondata sulla collaborazione, nella quale la classe lavoratrice nel suo complesso potesse avere il controllo dei mezzi di produzione. Anche il socialismo, come il comunismo, ha perciò come obiettivo fondamentale la socializzazione dei mezzi di produzione.
In che cosa si differenziano dunque il socialismo e il comunismo?

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